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ATRAZIONI TURISTICHE

 

PARCO NAZIONALE RETEZAT

Viene chiamato anche "la terra con gli occhi azzuri", e' la piu importante riserva naturale nel nostro paese, munumento della natura, con una superficie di 38.138 ha, collocata nella parte sud-ovest della provincia di Hunedoara. In Retezat si trovano i segni dell'era glaciale di una volta, con decine de ghiacciai, cui alcuni avevano anche 10 km, numerosi muri di pietra e morene vestiti spesso con foreste basse di ginepri. Il parco e' stato costituito il 1935, su una superficie iniziale di 100 km quadrati dall'ex dominio di caccia che aveva la Casa Regale. Le capre nere erano protette fin da quel momento, per essere poi cacciate, ragione per la quale all'inizio del secolo passato erano state decise zone dove non si potevano usare i prati. Il parco ha lo statuto di area naturale protetta d'interesse nazionale e internazionale e dal 1979 e' conosciuto come Riserva della Biosfera. Insieme alla costituzione del Parco Nazionale Retezat e' stata seguita la protezione e la conservazione di alcuni elementi naturali con un valore particolare dal punto di vista fisico-geografico, floristico, faunistico, idrologico, geologico, paleontologico, speologico e paesagistico. A partire dal 1999, il parco ha amministrazione propria, dal 2004 e' diventato membro della Fundazione "Pan Parks" e dal 2007 e' protetto come proposta si sito per la rete ecologica europea "Natura 2000", con la fine di conservare l'abitato naturale e delle specie di piante ed animali selvatici d'interesse comunitario. Nel 1974 e' stata iniziata la costruzione della diga di Gura Apei (collocata della parte di ovest del parco). Il debito del fiume Râul Mare non era pero abastanza per riempire l'accumulo che si desiderava essere fatta per alzzare un diga per la cui costruzione e' stato usato un volume di pietra tre volte piu grande che nella Piramide Keops. Cosi che e' stato deciso di fare una galleria d'aduzione da Râuşor, galleria lunga circa 23 kilometri. Verse entrambe l'entrate della galleria esistono strade asfaltate, che hanno aiutato l'aparizione di baite sin dall '80.
L'amministrazione del Parco Naturale Retezat desidera di mantenere l'ambiente naturale e di combatere qualsiasi tentativo di meccanizzazione del turismo in Retezat. Cosi che non esiste nessuna telecabina o telesedia, il parco rimanendo un posto per le gite fatte caminando. Il parco contiene due zone – nella prima, con un carattere scientifico e' vietata qualsiasi attivita' tipo usare i prati per il bestiame, cacciare, pescare, racogliere frutta, turismo/camping. L'accesso e' permesso solo con permesso da parte della Commissione dei Monumenti della Natura. La seconda zona e meno rigorosa in quanto usare i prati e permesso due mesi all'anno. La flora e la fauna sono molte variate. Un terzo dal totale delle piante esistenti in Romania si ritrova nel Retezat. Le circa 1.200 specie di piante fanno che l'area sia molto conosciuto tra i specialisti in botanica. Il loro interesse per Retezat si manifesta sin dall'inizio del secolo XVlll-lea. Da allora fin'ora, in Retezat sono state scoperte 90 tipi di piante specifiche solo ai Carpati, e tante di loro si trovano solo qui. Inoltre, in Retezat si ritrova la piu alta concentrazione di pinus cembra, nominato popolare zâmbru, un conifero dalla specie dei pini. Il parco nazionale Retezat ospita 55 specie di mamiferi (di qui 22 sono protette dalla legge) e offre delle buone condizioni per il sopravivere dei piu importante specie di carnivori dell' Europo (lupi e linci). Le capre nere, i cervi e caprioli sono anche loro ben protetti dalle montagne. La parte in calce della montagna e' anche ora usata d'inverno come abitazione dagli orsi. I gatti selvatici fanno parte dalle richiezze di fauna della zona, qui, recentemente li si sono avvicinate le marmotele (20 esemplari di marmota alpina dagli Alpi Austriaci sono state introdotte nel Parco a seguito di una azione dell' Academiei Romene, nella zona del Lago Gemenele. Ora, le marmote si possono trovate i tutte le vali e posti glaciari importanti della montagna. Il numero totale delle specie che vivono nel Parco NAzionale Retezat e' dell'ordine del mille. Con circa 80 laghi, da qui 58 permanenti, il massivo Retezat ha circa 40% dai laghi glaciari in României. I laghi, alimentati dalla neve sciolta sulle cime, offre delle viste favolose. Una delle piu spettaculari e quella sul sentiero tra Bucura e Zănoaga. Tăul Porţii, Tăul Agăţat, Florica, Viorica, Ana e Lia si trovano sul versante estico del Jude, mentre „căldarea" (secchio) formata tra Jude e Peleaga e' dominata da Bucura, il piu estero lago glaciare in România. Il piu profondo lago glaciare e' pero Zănoaga, 29 metri; qui si registra anche il volume piu importante d'acqua, circa 700.000 metri cubi. La disposizione dei circa 58 laghi glaciari permanenti nelle "caldari", su scalini di versanti, in complessi o isolati e la loro concentrazione in un unico massivo muntoso porta ogni anno non solo l'ammirazione di turisti, ma anche l'attenzione di uomini di scienza. I laghi e i fiumi sono popolati da trotte, mentre nelle aree calcarose si fa sentita la presenza della vipera. 30% dai turisti che annualmente arrivano in Retezat sono stranieri. I stranieri dicono che vengono in Retezat per due cose importanti: la bellezza delle viste e l'ambiente selvatico nella zona. Il Retezatul attira come un megneto perche e' imponente, spetacullare e confortevole. L'accesso nel Parco Nazionale Retezat si puo fare da due direzioni: Depressione di Haţegului e Valea Jiului. Nella Depressione di Haţegului si puo arrivare da Deva, su DN66 o da Caransebeş, su DN68. Nella Valea Jiului si arriva da Deva, su DN66, o da Tg. Jiu, sempre su DN66. Da Haţeg e Petrosani esistono piu vie di acceso sulla montagna. Il trasporto e' assicurato da piu ditte private locali nella zona Petroşani – Lupeni – Uricani – Câmpu lui Neag.

 

Il lago Bucura

Il lago Bucura, il piu imponente lago glaciare nelle Montagne Carpaţi e' collocato ad un'altezza di 2040m. L'acceso verso questo lago e' facile anche per i turisti che hanno pocca condizione fisica e hanno attrezzatura minima. Di principio, qualsiasi persona abituata con le gite puo arrivare a questo lago. Anche se e' pratticabile tutto l'anno, e' preferibile fare questa gita d'estate, a causa del tempo. La via piu accessibile e Poiana Pelegii – Lago Bucura, e a Poina Pelegii si puo arrivare in macchina, entrando nella riserva girando Gura Apelor. Il percorso non essendo uno difficile si puo fare (andata - ritorno) in massimo 4 ore. A Bucura esiste anche un rifugio, destinato esclusivamente al Salvamont. Con il permesso di esse e se il tempo e' sfavorevole si puo dormire qui nei limiti di 10 posti. In condizioni normali, chi arriva a Bucura puo rimanere a dormire, nella tenda. Dal lago Bucura si possono fare delle salite sulla Cima Peleaga (2509 m)- il piu alto Retezat, Cima Bucura 1 e 2, Cima Judele, ma anche la collana di laghi Lago Ana, Viorica e Lia.

Info lago Bucura:
- Superficie: 8,90 ha;
- Lunghezza: 550 m;
- Larghezza media: 160 m, massimo 225 m;
- Perimetro: cca 1390 m;
- Volume (prevista): 625.000 m3;
- ha cinque fonti principali;
- l'acqua del lago si versa nel Lago Lia, con un debito di 250 l al secondo;
- la popolazione di pesci e' locale (non si fanno le popolazioni artificiali).

 

CHEILE BUŢII - Montagne RETEZAT


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La zona Cheile Buţii, collocata nella parte sud delle Montagne Retezat, all'uscita dalla localita' di Hunedoara che si ciama Câmpu Lui Neag di Valea Jiului – e' un posto pocco conosciuto dai turisti locali, ma molto conosciuto dagli stranieri, proprio per l'aspetto ancora vergine del terreno. Fatte nelle formazioni calcarose (sin dal periodo del jurasic), Cheile rappresentano una successione di meandri incatenate, con muri dritti che hanno altezze in alcune parti di 100 m – perfetto.per i passionati di alpinismo. Un'altra atrazione e' la ampia rete di grote asciute e attive, diga naturali e cascate impressionanti che scorrono sui letti creati da BUTA (acqua che nasce dalle Montagne Retezat) chi, durante gli anni ha modelato la pietra formando queste spettacolari Chei. Esistono anche percorsi turistici che hanno come punto di partenza il Cheile Buţii collocato cosi come il nome lo dice, proprio vicino alle formazioni create dalla natura.

La maggior parte di loro e' raccomandata di fare solo d'estate:
- Cheile Buţii – Lago Bucura (Tempo da caminare 8 –10 ore);
- Cheile Buţii – Cima Piatra Iorgivanului (Tempo da caminare 7 – 9 ore);
- Cheile Buţii – La Stânca (Punto di Belvedere) - La Fâneţe (Tempo da caminare 30 – 45 minute);

La pista di sci si trova ad un'altezza di 1000 m, dove esiste un centro di affito attrezzature, e la stagione bianca dura da dicembre fino a marzo. Per i turisti che arrivano dal sud del paese, dopo il percorso della valle di Jiu, si gira a sinistra al primo incroccio. Si possa tra le citta ci Aninoasa, Vulcan, Lupeni e Uricani poi tra i paesi Valea de Peşti, Valea de Brazi e Câmpu lui Neag – incontrerete una indicazione a destra con Cheile Buţii. Questa strada porta fino all'interno del Cheile Buţii, potendo essere fatto tutto l'anno. I turisti che arrivano da Deva devono attraversare la citta di Petroşani da nord a sud, poi entrerano nell'incroccio che porta verso Lupeni a destra. Poi si deve seguire il percorso decsritto qui sopra. Dopo che la strada 66° sara finita, l'accesso verso le Chei si potra fare anche dalla direzione Băile Herculane.

 

GROTA DÂLMA CU BRAZI

Collocamento
La grota Dâlma de Brazi e' collocata sul versante sinistrodel Scocului Mare nella parte superiore del Jiu de Vest, ad un'altezza di 150 m in confronto a DN66A e a 1200 m altezza assoluta, vicino alla confluenza del Scocului Mare con Pârâul Jidanului.

Accesso
L'entrata della grotta, in forma di triangolo anche se relativamente larga (3 x 2 m), e' ben coperta, si trova abbastanza difficile ed e guardata da un gruppo di albeti che danno anche il nome della grota.

Condizioni di visita
La principale difficolta nel visitare quetsa grotta e' costituita dal trovare l'entrata, per il resto, eccetto la parte molto stretta chiamata "La Strâmtoare", essa puo essere percorsa facilmente. La durata normale della visita e' di 2 ore. Come attrezzature sono necessarie (nei periodi umidi – per attraversare il Bazinul Mare) stivalli in gomma lunghi e fonti doppie di luce.



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Descrizione
E' una grotta formata da una galleria principale e una ramificazione, con un totale di 226 m. La galleria principale e' larga di circa 3 - 5 m e alta da piu di 3 fino a 10 m. Lo spazio si allarga verso nord fino alla Sala Bazinului Mare, chiamata cosi a causa del lago temporaneo contonato in una depressione del pavimento, lago che si forma nei periodi umidi e puo arrivare anche ad un metro di profondita'. Il lago insieme ai gruppi di speleotemi dalla classe delle stalagmite e le perdite calcitiche sui suoi margini – tra quale un bel stalagmito alto 2 m – conferisce al posto un a fascino particolare, i turisti – fotografi realizzando imagini particolari. La parte della Sala Bazinului Mare continua ancora 20 m verso nord e si chiude in una fesura impenetrabile, alla Fundatura de Argilă. Verso sud-vest inizia una ramificazione – una galleria ascendente, che nel punto "La Stramtoare" obbliga a fare verra ginnastica "ginnastica" speologica per passare verso la parte terminale. I stalactiti e stalagmiti, come anche le croste calcitiche ricche offrono qui obbiettivi fotografici gradevoli. La presenza in questo posto dell' Ursus Spelaeus prova che la morfologia della galleria e' cambiata tantissimo negli ultimi anni, da quando il grande carnivoro e passato da queste parti. Il modo in qui sono disposte le gallerie principali si fa credere che nella Sala Bazinului Mare ha rappresentato la confluenza di due acque: la prima, arrivando dalla "La Stramtoare", tramite la galleria laterale, dal versante, l'altra rappresentando una fonte dalla profondita' del massivo. Le due acque andavano verso sud, uscendo dall'attuale portalo.

Dati storice
Tra le piu di 300 grote cartografiate nella zona, la Dâlma cu Brazi e' stato tra le pocce conosciute e menzionate nei lavori piu vecchi. Nel 1929 P.A. Chappuis e A. Winkler hanno raccolto della fauna sotteranea e hanno fatto un disegno della grota. Le ricerche di biospeologia sono state continuate dai speologi di Bucureşti nel 1957. Nel 1971 C. Goran realizza il piano completto della grota.

 

VALEA DE PEŞTI – posto ideale per quelli che si vogliono allontanare dalla cita.
Subito dopo che passi Uricani, sulla sinistra, ad una distanza di solo due kilometri, si trova la Valea de Peşti, da dove si puo ammirare una vista meravigliosa. Davanti, sembra proprio vicino, si trovano le Montagne Retezat, dove si dice che esisterebbero uno dei poli energetici della Terra. I turisti che arrivano nella zona partono di qui caricati con energia e sentono questa cosa se stano con la faccia verso Retezat. La bellezza del posto sta anche nel mantenere il naturale, la gente intervenendo troppo pocco e con tanta cura nel realizzare le costruzioni. Apparte le gite, i turisti che arrivano nella Valea de Peşti si possono rilassare facendo sci, alpinismo, speoturismo, mountain-bike, hipism o passegiate con ATV.

 

CARIERA DE CUARŢ

Valea de Peşti e' il punto di partenza per chi vuole fare gite in montagna, un primo percorso essendo quello verso Cariera de Cuarţ. La strada inizia dietro il prato, essendo fiancato da una parte e dall'altra di boschi di aluni e di albeti. Dopo circa quatro ore di caminare a piedi sulla strade forestale, si arriva alla miniera di cuarzo, dove i piu fortunati possono portare via pezzi di cuarzo in stato puro. Ora la miniera e' chiusa, ma ci sono ancora pietre di curazo anche per strada. Il cuarzo (cristale di pietra) e' uno dei piu conosciuti minerali al mondo, chiamato anche fiore di miniera.

 

Grota di Ghiaccio

Un altro percorso turistico molto ricercato e' quello che porta la Grota di Ghiaccio, che si trova a sette - otto kilometrii lontano dalla Valea de Peşti.



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Avendo un'entrata abbastanza grande, e' stata conosciuta dai tempi vecchi sia dagli abitanti del posto che dai turisti che arrivano spesso in questa grota si vanno nella galleria principale, un po in discesa, perche sono interessati dal ghiaccio che qui si forma tutto il tempo dell'anno e si mantienne. La zona piu bassa della grota mantiene all'interno temperature basse tutto il tempo dell'anno, anche neve. In realta. La grota e' molto piu grande come sviluppo e ha una serie di entrate e diverticoli , alcuni pieni di ghiaccio, altre con segni di nivazione (azione di modelazione del relievo a causa del fenomeno di ghiacciare e sghiaciare successivoche nasce nelle zone alte delle montagne). Remarcabili sono pero le forme di discesa, fatte in ghiaccio, che hanno una dinamica specifica durante l'anno: stalactiti, stalagmiti e collone di ghiaccio di altezze abbastanza grandi che si possono trovare soiprattuto nel periodo dicembre – giugno. La grota e' facile da percorere, ma si raccomanda di evitare le zone dove il ghiaccio copre il pavimento della galleria, perche esiste il rischio di scivolare. Perche alcune zone della grota sono pero un po piu difficili da fare senza attrezzature idonee, in questa grota si trova un gruppo di pipistreli, che hanno l'abitato in una campana nella zona vestibolare della grota.

 

IL LAGO VALEA DE PEŞTI

A Valea de Peşti, il turista puo vedere il lago settico che, anche se chiuso per i visitatori, puo essere ammirato da diversi angoli ai piedi delle montagne Vâlcan. Il lago d'accumulo Valea de Peşti e' stato costruito tra 1967 – 1973 e ha una altezza di 56 m, quello che lo colloca sul posto 35 tra i 246 laghi di Romania. Ha un volume di 4,5 milioni mc d'acqua, una superficie di 31 hettari, la profondita' massima di 53 m, una lunghezza di 2,5 km e si trova ad un'altezza di 830 m. Costruito viciono a Câmpu lui Neag - Hunedoara, ha come fine principale l'alimentazione con acqua nella Valea Jiului, mentre nei periodi con grosse quantita' d'acqua ha anche la fine di produrre energia elettrica e di diminuire le onde. Per completare l'alimentazione con acqua del municipio di Lupeni, si usa la magistrale di 800mm, tramite aduzione dalla diga Valea de Peşti, alimentando due serbatoi di 1500 mc e due da 500 mc, poi dai serbatoi, tramite le reti di distribuzione, l'acqua e' distribuita atutti i consumatori. Se, a seguito di un disastro naturale, si rompe la Diga Valea de Peşti, le acque del lago distrugerebbero le cita di Uricani, Lupeni, Vulcan, Iscroni e le miniere di queste localita'. Nelle acque di questo lago si possono pescare pesti tipo: luccio, sonno, carpa, mrean, clean.

 

GROTTA TOPLIŢA

Collocamento
La grota Topliţa si trova a 2,5 km nord-est dal comune di Câmpu lui Neag – nel posto chiamato Izvorul Topliţei.

Accesso
Si arriva alla grotta seguendo il sentiero che parte dalla localita' verso la cattura d'acqua di Piatra Topliţei, sentiero che incontra il fiume Păroasa e poi tocca Valea Topliţei.

Condizioni di visita
Perche il fiume Topliţei e' catturato per alimentare con acqua la cita Câmpu lui Neag, la grota e' chiusa con una grilia mettalica e le visite si possono fare solo ottenendo un'approvazionbe ufficiale. Il giro dura circa 3 ore, mentre l'attrezzatura necessaria deve contenere: stivalli in gomma, tutta, casco di protezione, fonti di luce. I soggetti diversi tipo le speleoteme colorate e le sezioni della galleria, possono portare a delle belle foto.

Descrizione
La grotta Topliţa si presenta come una galleria sinuosa, orietamento verso est-ovest. L'entrata di piccole dimensioni (1 x 0,6 m), e' orietata verso est. Essa porta in una galleria descendente con inclinazione di 45-50º, che dopo circa 12 m ci porta in una sala di 7 x 6 m, poi in una parte molto bella, con stalactiti, stalagmiti. Di seguito, la galleria principale incontra in piu punti il fiume sotteraneo che si trova 4 metri sotto e che e' penetrabile in alcune porzioni corte.ogni tanto incontriamo dei posti con argile dove si sono formati dei gururi. Poi altre parti modelate si trovano dopo circa 250 – 300 m e poi a circa 400 m dall'entrata. La galleria ha una sezione ogivale su cuasi tutta la lunghezza e ogni tanto presenta tracce di scivolo sotto pressione. Le piu tante formazioni stalagmitice sono del tipo classico, stalactite coniche comuni, stalagmiti, gururi e altre discese parietali. Nella grota si trova, in una galleria superiore, uno dei piu grandi gururi dal paese, con un diametro di 5 m. tante speleoteme hanno colore rosso sangue. Nella parte terminale della grota il pavimento e' sabbioso, con resti di vegetali grandi. Una caduta di blocchi divieta l'netrata nella galleria, anche se l'insurgenza del fiume sotteraneo si trova cento metri piu lontano.

Dati storici
La grota Topliţa e' stata scoperta nel 1966 dalla guardia forestale Pantelimon Todea di Câmpu lui Neag e L. Goloţiu, giornalista di Bucureşti. Nello stesso anno e stata ricercata da una squadra di speologhi di bucuresti, dirigente T. Orghidan che ha fatto la prima descrizione della grota e ricerche di biospeologia. Di seguito la grota e' stata dichiarata riserva, pero e' stata visitata da turisti senza guida, che hanno fatto dei danni. Nel 1976 Il Cerchio di speologia "Focul Viu" realizza un piano integrale della grota, scoprendo nuove gallerie. La lunghezza attuale della cavita' e' di 2150 m.

 

LA GROTA CON CORALI

Collocamento
La grotta con Corali e' collocata sulla Valea Jiului de Vest, sul versante destro del Scocului Mare, proprio nella parte dov'e'vicino con Valea Scorotei, ad un'altezza di circa 100 m ed un'altezza assoluta di 1080 m.

Accesso
L'entrata nella grota e' mascherata da arbusti che coprono il versante della cima Cioaca. L'accesso auto e assicurato dall DN 66A che sale dal comune di Câmpu lui Neag, fino dopo Câmpuşel, avendo una lunghezza di 17 km (fino alla grota con Corali cca 12 km). Il posto piu vicino d'alloggio lo costituisce in zona Câmpusel, Poiana Mielului e i prati lungo il Scocului Mare offrono eccellenti possibilita' per il camping.

Condizioni di visita
Una visita normale dura 1 ora. Sono necessarie la tutta, il casco di protezione, fonti di luce. Non e' raccomandato di visitare in gruppi superiori di 4 persone.

Descrizione
Dopo l'entrata alta di 3 m, segue un passaggio con grosse pietre. Sul tetto possiamo ammirare delle formazioni massive di mondmilch, bianche come il latte, sotto forma ovoide ("uovo di Columb"). Queste formazioni, solo parzialmente solidificati, sono collegate alle temperature negative nei periodi freddi dell'anno e nascono con frequenza nella zona d'entrata delle grote di Retezat. Dopo 50 m, la strada e chiusa da un scalino di 4 m, che possiamo scendre direttamente, usando le parti scivolose (! Attenzione !), sia sulla destra, tra le due pietre grosse. Arrivati alla base del scalino, vediamo che il paesaggio e' radicalmente modificato: il pavimento, i paretti e il tetto sono coperti con pezzi di pietra marone, rossi e rare volte bianchi. Esse sono le coralite, forme di deposizione poco comune del carbonato di calcio e nella genesa di qui i fattori microclimatici hanno avuto un ruolo importante; in questo caso la presenza del scalino di 4 m e' stato quella che ha determinato la stabilita' dei correnti d'aria in questo "fondo del sacco". La parte piu ricca in coralite non ha piu di 30 m lunghezza, pero numerose stalactiti e stalagmiti perlate, croste e tende con coralite giustificano lo sforzo di essere venuti fino qui. Quelli che amano la fotografia devono avere degli accessori necessari per fotografare da vicino, per fissare una pellicola sulle forme capriciose, insolite di questo microuniverso minerale. La grota e' formata da un vecchio dreno del versante, che ha allargato una litoclase locale. E' una galleria unica, lunga 83 m, senza ramificazioni.

Dati storici
La grota con Corali e' stata scoperta dal Cerchio speologico"Foc Viu" nel 1969. Nel 1971 e' stata chiusa con un cancello mettalico e in questa occasione e' stato realizzato anche il piano della grota da C. Goran. Con tutte le misure di protezione, la grota e' stata la vittima di alcuni atti vandalici, perdendo alcuni dei suoi gioielli piu preziosi. Nella grota sono stati fatti due film documentari (1971 e 1980), ma anche ricerche di biospeologia.

 

RISERVA NATURALE GROTA ZEICULUI

Collocamento
La grota si trova alla confluenza del Scocului Mare con Valea Scorotei, dove si trova un punto di riposo dove si puo allogaire. Sempre qui e' l'ultimo posto dove si puo prendere l'acqua e le riserve per le lampade con carbid.

Accesso
Dalla confluenza andiamo su un sentiero largo, sul filo della Valle Scorotei, che passa tra i versanti dritti e con boschi. Dopo circa 15 minute di caminare (500 m), passaimo tra un pezzo corto di canion. Segue poi un allargamento sul versante sinistro, piu preciso un angolo verso sinistra (sulla destra come si sale) da qui parte attacando le pietre un sentiero pocco visibile per un po di metri, ma dopo circa 20 – 30 m diventa molto chiaro. Saliamo, con curve, circa 80 m, poi il sentiero parte sulla curva di livello, verso nord, attraversando sopra terrazzi di calcare. Da questo posto solo, l'entrata nella grota diventa visibile. La durata normale del percorso dal filo di Scorotei fino alla grota e' di 40 min.

Condizioni di visita
Per visiatre tutta la grota hai bisogno di:
- una corda di 60 m
- una corda da 20 m
- bloccaggi e strumenti per discesa
- 2-3 pitoni, eventualmente 50 m scala speologica
- casco con luce frontale
- riserva di carbid
- vestiti grossi
La visita, in caso di un gruppo di 4 persone puo durare tra 4 e 8 ore.

Descrizione
La grotta del Zeicului e' una cavita mista, perche il suo sviluppo orizzonatale e' molto vicino a quello verticale. Inoltre, essa sceglie i turisti comuni, da quelli attrezzati con la tecnica neccessaria per salire e scendere le verticali. Dall'entrata con la dimenssione di 6 x 8 m si scende su un pavimento di pietre e sabbia in una sala spaziosa, con il pavimento coperto di pietre e argile e il tetto pieno di campane di corosione. Si puo vedere nella sala il tronco grosso, scultato come una secchio per racogliere l'acqua, ora completamente marcito. Alla fine di questa sala, lunga 50 m, non arriva piu la luce del giorno. Attaccando le lampade, si puo vedere sul tetto l'apertura e per salire, anche se solo per 10 m c'e' bisogno di essere molto abili, a causa del mondmilch-ului, essendo tutto molto scivoloso (!! Attenzione – Posto pericoloso !!). si puo salire piu facile sulla parte sinistra. Una volta usciti arriviamo in una sala alta (15 m) con pavimento coperto di pietre e scivoli stalagmitici e paretti con cascate pietrificate di mondmilch colore panna. Nella parte nord della sala, una picola parte ha delle belle formazioni. Sul pavimento di calcit sono cementate rimanenze degli orsi di caverna (di qui e' stato raccolto un esemplario gigantesco di cranio di un Ursus Spelaeus) qui presenza in questa sala ci fa pensare alla rapidita dei processi speogenetice che hanno modificato la cavita dalla sparizione degli orsi, 10 mileni fa, fino ai tempi d'oggi. Alla fine della sala si trova l'apertura di 2 x 3 m di un pozzo profondo di 40 m (!! Attenzione – Posto pericoloso !!). per scendere possiamo ancorare da un pilier grosso che si trova a 3 m distanza. Quando si scende nel pozzo stiamo attenti a non provocare stacchi della crosta di calcit sui muri del pozzo. Dopo una discesa di 12 m incontreremo una piccola circomvalazione del parete che merita essere guardata – ci siamo nella parte superiore di una sala larga di 20 x 15 m. Sotto di noi si trova un vuoto di circa 40m. Guardando a destra vediamo le piattaforme in calcare, sulla sinistra, dal tetto, si vedono delle stalatiti eleganti, perfettamente coniche, arricchite con coralite e cristalicte. La piu lunga ha probabilmente piu di 5 m ed e' una delle piu lunghe dalla România. Da questo punto di vista, con un obbiettivo particolare, puo essere fotografata. Si continua la discesa, allontanandoci dalla parete. Dopo altri 25 m, si arriva sulla cima di un corridoio gigante dom stalagmitico, alto 8 m, da dove possiamo scendere facilmente, senza usare la corda. Il fondo della sala e' orizzontale e coperto con argile. Alcune belle formazioni – stalattite, cristatide egururi – ci attirano l'attenzione. Pero quello che valle la penna di ammirare e fotografare e' la verticale di discesa e il tetto della sala dove si vedono le stalatiti e le formazioni a disco gigantesche. La grota Zeicului si e' formata a causa di un vuoto verticale, tipo le avene, frequente nella zona, con una grota di versante, simile alla Grota con Corali o Dâlma cu Brazi, in una prima fase esistendo in maniera independente, una galleria sub-orizzontale relativa alla sala d'entrata e due cavita con sviluppo verticale. A seguito della caduta e' nata una sala superiore ed e' stato apperto l'acceso verso la sala inferiore.

Dati storici
La grotta Zeicului era conosciuta nella sua prima parte dagli abitanti della zona, come posto di alloggio per le pecore. Dicono che e' servita anche da rifugio per i fuorilegge di Zeicu (da cui il nome della grota), fatto dimostrato dalla scoperta del vigile forestale di Câmpu lui Neag di fucili arruginiti. Una squadra del Cerchio speologico "Focul Viu", salendo su una galleria superiore ha scoperto una sala che si continuava con un pozzo profondo. Sempre a quei tempi si realizza da I. Povară il piano della cavita', modificato poi nel 1980. Nella prima parte della grota e' stato fatto anche un film documentario.

 

LA GROTA ALUNII NEGRI

Collocamento e vie d'accesso
La grotta collocata a 2 km piu in su di Câmpul lui Neag nella parte destra di Jiului de Vest ad una altezza relativa a 15 m. La grotta e' labirintica, le gallerie essendo disposte su tre piani, pero in alcune zone come per esempio Marele Labirint (il grande labirinto) coesistono 6 piani, da qui uno attivo. La lunghezza totale delle gallerie e' 3280 m, e le differenze di livello di 53,5 m una parte di queste gallerie essendo attive, lo scorrimento facendosi in regime annegato, perche sono con 5 m sotto il livello del Jiu. La gallerie fosili e subfosili presentano numerose tracce di scorrimento in regime freatico. La grota e' pocco concrezionata.

 

GROTA N.4 DAL SCOCUL SCOROTEI

L'apertura della grotta e' collocata sul versante sinistro della Scorotei, a 100 m piu in su della confluenza di essa con Jiul de Vest.
Dimensioni. L = 377,2 m, D = 26 m, E = 48 m, Cr = 7,8 m, Aa = 1150 m, Ar =50 m.

Descrizione
La grota ha due aperture di grosse dimensioni (10 x 6,5 x 5m) che si uniscono dietro un pilier nella galleria unica, quale si divide in due in una sala, i due rami dando nascitaad un pilier centrale. Questa sala e' concrezionata. L'estremita di nord-ovest della sala e' formata da un pozzo con una differenza di livello di 23 m con terminus nella parte oposta. Dopo che si attraversa il pozzo si arriva nella sala finale che ha due rami discendenti calmati con argile. Genetico, la frota e' una meandra della valle Scorota. Nella prima fase le aperture attuali della grota hanno funzionato come risurgenza, mentre in occasione del cambiamento di basi della regione sono rimaste al livello di fosili, il dreno principale perdendosi nel pozzo centrale della grotta.

 

 

IL MUSEO SCOLASTICO DI ETNOGRAFIA E STORIA LOCALE "MESAJUL STRĂBUNILOR"

"Non c'e' niente piu prezioso per una localiota' che il riconoscimento e il mantenimento delle radici che hanno datto la sua identita'" questo e' il messaggio con cui e' ricevuto il turista che arriva nel museo d'etnografia e storia locale di Uricani, museo creato grazie al lavoro degli abitanti.
Apparte l'ativita' didattica in classe, un gruppo di professori hanno fatto una serie d'attivita' educative e fuori scuola, con la fine di aiutare alla formazione di giovani, informazioni di storia locale, mettere in valore le tradizioni locali ed e' per questo che sono riusciti a costituire una istituzione culturale, un museo scolastico che presenti a quelli interessati le tradizioni e le abitudini del posto. La preoccupazione per raccogliere gli oggetti per il museo e' nata il 1978, alla Casa di Bambini Allievi Uricani, quando i professori hanno ricevuto come incarico di realizzare un progetto sulla storia e le abitudini nella zona di Valea Jiului. Perche a quel momento non esisteva una base di dati sulla popolazione, le abitudini e storia locale, ha cominciato a raccogliere diverse oggetti, documenti, fotografie, vestiti, pitture e icome. Per mancanza di spazio le ha depositate inizialmente a casa di un professore, fino alla fine del progetto. Insieme a sua moglie ha deciso che i dati e oggetti raccolti dovrebbero essere conosciute anche dagli allievi e con il sostenimento della direzione della Scuola Casa di bambini, hanno ricevuto uno spazio che dovevano arredare per esporre i materiali. La prima esposizione e;' stata fatta nel 1980, il successo avuto con l'iniziativa li ha deciso di continuare nel progetto di realizzare un museo sugli abitanti e le tradizioni nella Valea Jiului (progetto concretizzato negli anii successivi). Da febbraio 2002, il museo e' stato trasferito dentro la Scuola Generale Nr. 2 Uricani, sotto il nome di Museo scolastico d'etnografia e storia locale "Mesajul Străbunilor", funzionando nella nuova sede da 11 ani. In tutto questo periodo il museo e' stato visto da persone di tutte le eta', in maniera individuale o gruppo organizzato o tramite l'aiuto di organizzazioni romene o dall'estero – paesi come Italia, Suedia, Austria, Germania, Turcia ecc.
Il forte desiderio di questo gruppo e' ora di trovare uno spazio piu grande per il museo (visto che gli oggetti sono tutti in una sale di classe dove funziona il museo) pero sotto il nome della scuola generale. Non possiamo fare altre che congratulare per lo sforzo di piu di 30 anni nel raccogliere, guardare queste oggetti e farli vedere in un mini museo scolastico che vi invitiamo a vedere nelle imagini e di sapere piu informazioni.

Costumi nazionali
Gli abiti popolari dei momârlani, popolazione con occupazione dominante di pastori nel pasato, presenta cose similari con i vestiti dei mărginenil ma anche con quelli della gente di Hateg.

Il vestito femminile e' composto da:
- vestito della testa (pezzo di tessuto in lino o cottone, arricchita con fiori e dantela),
- camiccia (fatta di tessuto di casa, molto ricca in ornamenti con fiori),
- opreg e şurţ (pezzi di tessuto grosso in forma rettangolare – l'opreg o la "catrinţa" si metteva dietro , orientata all'orizzontale, sullo sfondo scuro; ilşurţ si metteva davanti, fatto di due o tre fogli di tessuto con tre righe di motivi fiorali giu e fiordi),
- brăcire (cintura in lana, con ornamenti in righe poliicrome, in zig-zag),
- laibăr (geaca corta, fino a meta, con le maniche),
- opinci (scarpe fatte in casa, inizialmente in pele di mucca o maiale, usate con "călţuni" in dimia bianca).

Il vestito maschile e' composto da:
- capello (inizialmente "caiţă", piu larga sul fondo seguita dal "capelli affilato"),
- camiccia(fata in tessuto di lino, canepa o cattone bianca o con righe, con arnici rosso e nero),
- braghe o „cioareci" (fatti in dimia bianca all'inizio, stretti sulla gamba, sostituiti piu rtardi con braghe bianche stirate),
- cintura (in cuoio doppio, con ornamenti mettalici),
- geaca (in dimia),
- opinci (in pele di mucca o maiale, con obiele in lana bianca o colorata, seguite dagli stivali in pele, scarponi con calze in lana.

Unitamente ai costumi, nel museo si trovano anche elementi che integravano il vestito: borse "disagi" per l'uomo (esistono anche per il cavallo o asino) e straiţe, fatte in lana bianca o nera, con ornamenti specifici alla zona, rappresentando verri gioielli.

Pastori – occupazione tradizionele
L'allevamento di bestiame, soprattutto ovini e bovini, e' stata la ragione principale per qui i primi abitanti arrivati nel Paese di Haţeg hanno accettato di rimanere in questo posto fiancato dalle acque di Jiul de Vest, protetto al nord dalla cima Culmea Tulişa, al sud delle cime Şiglăul Mare e Coarnele. Gli oggetti del museo ci parlano sulla vita negli ovili, i rapporti interumani, attivita' specifiche ai pastori. Elenchiamo alcune di loro:: il coltello in legno per tagliare la polenta, l'utensili per mischiare la polenta, per mischiare l'urda (ştircă), i forvici per togliere la lana, le campane e le badice, i răboj, il pallo e il fischio del pecoraio.

Industria domestica tessile
L'industria domestica tessile supponeva la lavorazione si alcuni prodotti ottenuti dagli animali (lana) o piante coltivate (lino, canepa, cottone), con l'aiuto degli utensili e impianti specifici per le case dei contadini. A Uricani, l'industria domestica tessile era messa in evidenza dalla lavorazione della canepa e della lana. Per lavorare la canepa si usavo degli utensili tipo: mieliţa di legno, i pettini in legno con denti di ferro (darac), il pettine per i capelli (chefea) per i fili, troaca per scegliere i semi, fussi, forche per tirare il filo, il răşchitor, la vârtelniţa, il pârlăul per imbianchiare le jirebi (rulli di filo per fare il tessuto). La lavorazione della lana imponeva l'uso dei forvici per tagliare la lana, la troaca e il cesso di corde, la forca per tirare il filo, il fusso, l'uensili con i tubi, la vârtelniţa e la macchina per cucine. Si faceva di solito durante la stagione invernale, soprattutto durante il Degiugno per Pasqua, preparandosi i vestiti nuovi, insieme ai tapetti, pricoiţe, ţoluri, straiţe, borse ecc..

Utensili usati per il trasporto
Ţolul e il năglab si usavano per trasportare il fieno da dov'era tenuto fino dove era tenute le pecore. il Ţol era fatto in tessuto di canepa con fili legati nei quatro angoli, per legare il fieno, cosi era messo sulle spalle. Il Năglabul era formato da due fili di canepa che si mettevano per terra sotto forma di croce, sopra si metteva il fieno, si legavano poi le quatro parti due con due, si metteva dentro una forca e si alzzava. I palli per il fieno avevavo circa 3-4 m, spessore di 6 – 8 cm, erano in legno di albete e si usavano per trasportare il fieno fino dov'era tenuto. La carriola si usava per il trasporto dei resti di animali o altre cose che erano in giro. Le ghere in ferro erano collegate d'inverno sulle scarpe per non scivolare quando la strada era gelata. La slita a mano si usava soprattutto per portare il fieno e la legna dalle zone piu difficili d'accedere, dove di solito non erano strade, soprattutto quando l'azione si faceva in gruppo. La slite con i cavalli si usava nelle zone dove non c'erano le vie d'accesso. Si usava quando la persona aveva bisogno di una grossa quantita' di fieno, legna o altre cose piu difficili da trasportare. La carozza era la piu usata per i bisogni di trasporto dalla primavera fino a tardi atono, quando nevicava. Oggi esiste la tendenza di rinunciare di tutto alla trazione animale, sulle strade di montagna vedendosi piccoli trattori o gli ATV.

Vasi usati negli ovili
Di solito i vasi usati negli ovili sono per preparare il formaggio o altre derrivate dal latte (urdă, pana, burro ecc.). questi vasi sono di solito in legno (bote e botiţe, ciubere, bădâne, doniţe, şiştare e strungăreţe) o ghisa (ciuhae, laboşe, căldări). laBota e' un vaso icon forma rotonda, piatto sulle parti, costruito con i cerchioni, con coperchi in legno o metallo. Le Botiţe sono piu piccole, sempre sotto forma rotonda, con orificio e tappo nel coperchio superiore, essendo per il trasporto dei liquidi.
Il Ciubăr e' un vaso grande, con forma di tronco, senza coperchio nella parte superiora, avendo piu usi. Si usava per dare sale al formaggio, si trasportava o portava al mercato. Il Bădâniu, con la forma di un secchio, con forma di tronco, era fatto con pezzi di legno, essendo usato per battere il latte per fare burro. Il Şiştar ha la forma di un secchio, fatto da pezzi di legno, con una maniglia da una parte, usato per prendere il latte dalle mucche. la Strungăreţa, simile al şiştar, ma piu piccola, era usata per prendere il latte dalle pecore. Le tradizioni degli ovili nella zona di Uricani ssi mantengono da tempi antichi, essendo trasmesse da una generazione all'altra, come forma di vita della comunita, anche se sono stati fatti miglioramenti per la qualità del lavoro, ma la comunione tra le persone e la natura ci sara sempre.

Ceramica
Nella Valea Jiului non si praticava il mestire del vasaio a causa della struttura geologica della terra che non aveva il materiale. Ecco perche la popolazione e' stata obbligata ad usare vasi in legno. A Uricani si menziona a quella data l'uso dei vasi o piatti con capacita di 0,5 e 2 l, fatti in legno. I primi vasi in luto sono stati portati dal Paese di HAteg, da Baru Mare, Livadia de Coastă e Livadia de Câmp. La ceranica di Bar e Livadia e' rappresentata da piu tipi di vasi, con paretti sotili, ecco perche alcune eranno protette con delle protezioni in filo, fatti da chi li usava. I vasi grossi, con capacita' di fino a 20 litri avevano forma ovale e si usavano per cucinare. Erano decorati con cinture di ornamenti, avevano due maniglie, diametral oposte, sulla parte superiore, questi vasi si usavano durante le feste (matrimoni, batessimi) o cerimonie religiose. Urciorul, il vaso per l'acqua era ovale, con maniglia rotonda, lavorata come un tubo. Da Gorj erano state portate per esempio – i vasi di luto rotondi, per cucinare e i vasi bassi, con due maniglie, usate sempre per cucinare. Avevano lo smalto dentro, fuori senza smato, mantenendo il colore rosso. I vasi di Gorj avevano forma sferica, golla sottile, seguita dalla bocca, rotonda e profilata. Anche se questo mestiere non e' stato fatto nella Valea Jiului, negli anni 50 del secolo XX, a Uricani sono menzionate prove per ottenere i matoni bruciati (matoni zingari) dalla terra gialla. Come i matoni risultati erano di qualità inferiore hanno rinunciato alla produzione. Questi mattoni si ritrovano nel museo.

Colezione numismatica
Numismatica e' una scienza che si occupa con lo studio dei soldi da quando sono usciti fino al giorno d'oggi. Il nome di questa scienza arriva dal greco "nomisma" o "numisma" usato poi dai romani, parola che vuol dire soldo. I nostri antenati romani usavano per i soldi anche la parola "moneta" dal nome della dea Juno Moneta. Dal latino la parola moneta e' passata anche in altre lingue con il senso di oggi di soldo, moneta. La colezione numismatica rappresenta una prova del passare del tempo storico su un certo territorio, gradoni civiltà e cultura del popolo. Il museo scolastico "Mesajul Străbunilor" ha nella sua colezione numismatica monede e banconote dal periodo regale (Carol I e Carol al II lea), periodo socialiste (1947-1989) e periodo post dicembre (dalla România ed Europa).

 

Chiesa "Adormirea Maicii Domnului"

Tra gli anni 2006 e 2010, e' stata costruita la chiesa "Adormirea Maicii Domnului", un edificio in piano triconico, con abside pentagonali, sopraalzzato con una torre ottogonale centrale, su base con quantro lati. Dall'unica entrata e' stato costruito un terrazzo apperto, con otto collone. Fatta in base al piano dell'architeto la chiesa fa riferimento a quelli che hanno costruito chiese durante il principe Ştefan cel Mare şi Sfânt.

 

La chiesa "Înălţarea Domnului"

Questa chiesa con il nome "Înălţarea Domnului" di Uricani, la terza in questo posto, e' stata costruita nel 1870 a carico dei fedeli. E' stata pitturata nel 1874.quando gli abitanti, hanno deciso di rinnovare la chiesa cosi che nel 1970, la chiesa e' stata rifatta. Nel 1979, la chiesa e' stata pitturata dai diplomati della scuola di pittura chiese presso la PAtriarchia Romena. La icona donata, e' stata fatta nel 1982– pittore di chiese, sulla spesa del consiglio della parochia dei fedeli cristiani di Uricani. E' stata aperta il 27 maggio 1982 - Înălţarea Domnului – con la messa.

 

La chiesa "Sfinţii Arhangheli Mihail şi Gavriil"

Nella parte ovest della depressione di Petroşani, sul percorso superiore del Jiu, si trova la localita' Câmpu lui Neag, che appartiene dal punto di vista amministrativo alla cita di Uricani. La chiesa della localita' con il nome "Sfinţii Arhangheli Mihail şi Gavriil", fa vedere il piano triconico, con abside poligonali, con tre lati; l'altare in forma pentagonale. La chiesa e' stata costruita tra gli anni 1988 e1992, quando hanno iniziato i lavori di pittura, nella tecnica "Fresca". La chiesa attuale segue ad una chiesa in legno e matoni, con il nome di "Sfântul Ierarh Nicolae", costruita dai fedeli tra 1890-1891.

 

Chiesa "Sf. Gheorghe"

La chiesa con il nome Sf. Mare Mucenic Gheorghe di Valea de Brazi, Uricani e' stata costruita il 1937 aperta il29 mai 1941 dalla messa di PS Ioan Balan vescovo di Lugoji. Tra gli anni 1972-1973, grazie al contributo dei fedeli il prete Pr. paroh iconom Bociat Lucian, e' stata fatta la pittura nello stile fresca stile bizantino tradizionale romeno.